Dalle prime dispense di cucina degli anni ´60, la comunicazione
dell´enogastronomia ha conosciuto una rapidissima, esponenziale
crescita. Vino, cibo, territorio, cultura, filiera, sono termini
quotidianamente presenti nel linguaggio comune, grazie ai media e,
soprattutto ad internet che hanno permesso a questo"vitale" argomento
di assumere un ruolo cult nel panorama internazionale.
Un mondo sterminato e affascinante, dove generalmente il marketing, con
il conseguente investimento comunicazionale, diviene essenziale per la
buona riuscita di qualsivoglia evento, iniziativa, manifestazione,
convegno del settore. Mancando questi strumenti essenziali, l´impresa è
destinata all´oblio o, nella migliore delle ipotesi, a sopravvivere
all´interno di un circoscritto gruppo di addetti ai lavori. Il Premio
enogastronomico "Piazza de´ Chavoli", dalla sua nascita, ha
incredibilmente invertito la logica delle cose, riuscendo a sovrastare
manifestazioni similari, con la forza della semplicità e dell´impegno
dei suoi organizzatori, non certo avvezzi al marketing ed alla
comunicazione ma sicuramente dotati di buona conoscenza del "territorio
enogastronomico" e dei personaggi che lo "popolano".
Ed è proprio a questi "personaggi" che si deve la notorietà del Premio,
che non a caso è stato definito l´Oscar della Cucina Italiana.
Personaggi illustri che, come si insegna in Comunicazione
Pubblicitaria, divengono preziosissimi "soggetti moltiplicatori" ma
anche e soprattutto "amplificatori" attraverso i media che
rappresentano, forti di share quotidiani da milioni di persone, come
nel caso della rubrica quotidiana "Gusto", sul TG5, o del "Bollito
misto" su Rai Sat "Gambero Rosso".
Riviste di settore, riviste on line e portali web, hanno invece da
subito prestato grande attenzione al Premio "Piazza de´Chavoli",
comunicandone l´essenza, ovvero l´Albo d´Oro che, per contenuto, meriterebbe l´esser
coniato in "metallo" assai più prezioso. Ma come ogni buon "prodotto
specializzato", anche il Piazza de´ Chavoli necessitava di una sorta di
"packaging", con il quale affrontare l´ultimo percorso verso la
notorietà popolare. Giocoforza il dotarsi di adeguati mezzi di
comunicazione, indispensabili appunto, per raggiungere quello che
comunemente viene definito "target eterogeneo".
Vagliate le diverse ipotesi di partnership con aziende nazionali ed
internazionali, in gran parte distanti dalla mission del Premio, ecco
presentarsi la possibilità di un partner adeguato; Servair Air Chef, da
anni impegnato a far conoscere l´enogastronomia italiana nei maggiori
aeroporti nazionali ed a bordo dei "vettori" internazionali. E´ facile
intuire adesso, il proseguo di questo "matrimonio perfetto", dal quale
ci si attendono da subito frutti comunicazionali significativi. Basti
pensare, nell´immediato, alla possibilità di creare materiale cartaceo
e video istallazioni da collocare almeno nei principali aeroporti dove
opera Servair AirChef. Milioni di persone, pur nel più o meno veloce
transito, avranno così la possibilità di entrare in contatto con
l´essenza del Premio Piazza de´ Chavoli, comprendendone e apprezzandone
la mission, propedeutica alla conoscenza del nostro incredibile
patrimonio enogastronomico.
Il felice abbinamento dei due marchi, darà a Servair Air Chef la
possibilità di far conoscere la qualità del proprio lavoro a bordo dei
voli a lungo raggio e/o, molto più semplicemente nelle proprie location
aeroportuali e al Premio finalmente, la meritata occasione per far
conoscere tutte le proprie inesplorate potenzialità.
Organizzando eventi collaterali, magari con la collaborazione di
"personaggi "e produttori legati all´enogastronomia dei diversi
territori si apre così un modo "gustoso" per fare buona comunicazione.